{"id":1439,"date":"2026-09-24T05:37:48","date_gmt":"2026-09-24T05:37:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiopirro.it\/studiopirro\/?p=1439"},"modified":"2026-09-24T05:37:48","modified_gmt":"2026-09-24T05:37:48","slug":"accertamento-tributi-locali-senza-schema-datto-quando-puo-essere-annullato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiopirro.it\/studiopirro\/2026\/09\/24\/accertamento-tributi-locali-senza-schema-datto-quando-puo-essere-annullato\/.html","title":{"rendered":"Accertamento tributi locali senza schema d\u2019atto: quando pu\u00f2 essere annullato"},"content":{"rendered":"<h1>Accertamento tributi locali senza schema d\u2019atto: quando pu\u00f2 essere annullato<\/h1>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Un <strong>accertamento relativo ai tributi locali pu\u00f2 essere annullato se l\u2019ente impositore non dimostra di avere correttamente instaurato il contraddittorio preventivo previsto dalla legge?<\/strong><\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La questione assume particolare rilievo alla luce dell\u2019art. 6-bis della Legge n. 212\/2000, lo Statuto dei diritti del contribuente, introdotto dal D.Lgs. n. 219\/2023.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La norma prevede, in linea generale, che gli atti autonomamente impugnabili davanti alla giurisdizione tributaria siano preceduti da un <strong>contraddittorio informato ed effettivo<\/strong>, attraverso la comunicazione al contribuente di uno <strong>schema di atto<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Sul tema \u00e8 intervenuta anche la recente giurisprudenza tributaria. In particolare, con la sentenza n. 11931\/2026, la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Napoli ha esaminato un caso riguardante un accertamento IMU nel quale l\u2019ente impositore non aveva fornito adeguata prova dell\u2019effettivo invio e della ricezione dello schema d\u2019atto.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il principio \u00e8 di particolare interesse per i contribuenti destinatari di accertamenti IMU, TARI e degli altri tributi locali.<\/p>\n<h2>Contraddittorio preventivo: cosa prevede l\u2019art. 6-bis dello Statuto del contribuente<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">L\u2019art. 6-bis della Legge n. 212\/2000 stabilisce che, salvo le specifiche esclusioni previste dalla legge, gli atti autonomamente impugnabili davanti agli organi della giurisdizione tributaria devono essere preceduti, a pena di annullabilit\u00e0, da un <strong>contraddittorio informato ed effettivo<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Per consentire al contribuente di partecipare al procedimento, l\u2019amministrazione deve comunicare lo <strong>schema di atto<\/strong>, concedendo un termine non inferiore a 60 giorni per la presentazione di eventuali controdeduzioni o per l&#8217;accesso e l&#8217;estrazione di copia degli atti del fascicolo.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La disciplina stabilisce inoltre che l\u2019atto definitivo non pu\u00f2 essere adottato prima della scadenza del termine concesso al contribuente per esercitare il proprio diritto al contraddittorio.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il successivo provvedimento deve inoltre tenere conto delle osservazioni presentate dal contribuente e indicare le ragioni per le quali l&#8217;amministrazione abbia eventualmente deciso di non accoglierle.<\/p>\n<h2>Lo schema d\u2019atto \u00e8 importante anche per i tributi locali<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Uno degli aspetti pi\u00f9 rilevanti della disciplina riguarda l\u2019applicabilit\u00e0 del contraddittorio preventivo alla fiscalit\u00e0 locale.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La questione \u00e8 stata oggetto di pronunce non sempre uniformi nella fase iniziale di applicazione della nuova disciplina. La giurisprudenza pi\u00f9 recente di merito ha tuttavia riconosciuto l&#8217;applicabilit\u00e0 dell\u2019art. 6-bis anche agli atti relativi ai tributi degli enti locali.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Verbania, con la sentenza n. 10\/2026, ha ad esempio affermato che la disciplina del contraddittorio preventivo trova applicazione anche con riferimento ai tributi degli enti locali, qualificandola come espressione di un principio generale volto a garantire la partecipazione e la difesa del contribuente.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Naturalmente, occorre verificare in concreto se lo specifico atto rientri tra quelli per i quali il contraddittorio \u00e8 effettivamente previsto dalla legge.<\/p>\n<h2>Cosa succede se il Comune non dimostra di avere inviato lo schema d\u2019atto?<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Questo \u00e8 il punto centrale.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Non \u00e8 sufficiente, in linea di principio, che l&#8217;amministrazione affermi di avere predisposto o trasmesso lo schema d\u2019atto.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La questione riguarda la <strong>prova della comunicazione al <a href=\"https:\/\/www.studiopirro.it\/studiopirro\/2021\/07\/23\/studio-pirro-impugna-comunicazione-preventiva-di-iscrizione-ipotecaria-dellimporto-di-oltre-200-mila-euro-lagente-della-riscossione-si-costituisce-e-contesta-in-toto-le-richieste-de\/.html\">contribuente<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">L\u2019art. 6-bis richiede infatti che lo schema sia comunicato con modalit\u00e0 idonee a garantirne la conoscibilit\u00e0. Di conseguenza, in caso di contestazione, assume particolare importanza la documentazione attraverso la quale l\u2019ente pu\u00f2 dimostrare l\u2019effettivo perfezionamento della comunicazione.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La problematica \u00e8 stata affrontata dalla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Napoli con la sentenza n. 11931\/2026.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Secondo quanto riportato in relazione alla pronuncia, nel caso esaminato l\u2019ente impositore non aveva fornito una prova ritenuta sufficiente dell\u2019effettivo invio e della ricezione dello schema d\u2019atto, limitandosi a produrre documentazione interna relativa al procedimento.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La pronuncia ha quindi attribuito particolare rilievo al profilo probatorio della comunicazione dello schema.<\/p>\n<h2><a href=\"https:\/\/www.comune.napoli.it\/novita\/la-corte-costituzionale-conferma-la-legittimita-delloperato-di-municipia-napoli-obiettivo-valore\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La sentenza n. 11931\/2026 della CGT di Napoli<\/a><\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La vicenda riguardava un <strong>avviso di accertamento IMU<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il contribuente aveva contestato, tra gli altri motivi, la mancata instaurazione del contraddittorio preventivo e la mancata ricezione dello schema di atto previsto dall\u2019art. 6-bis dello Statuto del contribuente.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La Corte ha riconosciuto rilievo alla censura relativa al procedimento di formazione dell\u2019accertamento.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il caso \u00e8 particolarmente significativo perch\u00e9 porta l\u2019attenzione su un aspetto spesso trascurato: non bisogna verificare soltanto <strong>se lo schema d\u2019atto esista<\/strong>, ma anche se l\u2019ente sia in grado di dimostrare che esso sia stato effettivamente comunicato al contribuente secondo modalit\u00e0 idonee a garantirne la conoscibilit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">In altri termini, la predisposizione interna di un documento non equivale necessariamente alla sua comunicazione al destinatario.<\/p>\n<h2>Non basta dire che lo schema d\u2019atto \u00e8 stato inviato<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Dal punto di vista difensivo, \u00e8 quindi importante distinguere almeno tre situazioni:<\/p>\n<ol start=\"1\" data-spread=\"false\">\n<li>lo schema d\u2019atto non \u00e8 mai stato predisposto;<\/li>\n<li>lo schema d\u2019atto \u00e8 stato predisposto, ma non risulta correttamente comunicato al contribuente;<\/li>\n<li>lo schema d\u2019atto \u00e8 stato regolarmente comunicato e l\u2019ente pu\u00f2 fornire la relativa documentazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La seconda ipotesi \u00e8 particolarmente delicata.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Se il contribuente contesta di avere ricevuto lo schema, occorre infatti verificare quale documentazione sia stata prodotta dall\u2019amministrazione per dimostrare la comunicazione.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">A seconda delle modalit\u00e0 utilizzate, potranno assumere rilievo, ad esempio, la documentazione relativa alla notificazione, le ricevute di consegna, le ricevute PEC o altra documentazione idonea a dimostrare il perfezionamento della comunicazione.<\/p>\n<h2>Qual \u00e8 il termine per le controdeduzioni?<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">L\u2019art. 6-bis dello Statuto del contribuente stabilisce che al contribuente deve essere assegnato un termine <strong>non inferiore a 60 giorni<\/strong> per presentare eventuali controdeduzioni oppure per accedere ed estrarre copia degli atti del fascicolo.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il termine ha una funzione essenziale: consentire al contribuente di conoscere la pretesa dell\u2019amministrazione prima dell\u2019adozione dell\u2019atto definitivo e di presentare le proprie osservazioni.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Per questo motivo, quando si riceve uno schema d\u2019atto, \u00e8 opportuno verificare attentamente:<\/p>\n<ul data-spread=\"false\">\n<li>la data della comunicazione;<\/li>\n<li>la modalit\u00e0 utilizzata dall\u2019ente;<\/li>\n<li>il contenuto dello schema;<\/li>\n<li>il termine concesso;<\/li>\n<li>gli elementi posti alla base della pretesa;<\/li>\n<li>gli eventuali documenti richiamati dall\u2019amministrazione;<\/li>\n<li>la possibilit\u00e0 di accedere al fascicolo.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Cosa deve contenere lo schema d\u2019atto?<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Lo schema di atto non dovrebbe essere considerato una mera comunicazione informale.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La sua funzione \u00e8 consentire al contribuente di esercitare un <strong>contraddittorio effettivo e informato<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Per questo motivo, \u00e8 necessario verificare che il documento consenta di comprendere la pretesa tributaria e le ragioni che hanno portato l\u2019amministrazione a formularla.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Nei regolamenti comunali adottati in attuazione della disciplina dell\u2019art. 6-bis sono frequentemente indicati, tra gli elementi dello schema, il periodo d\u2019imposta, le maggiori somme richieste, le motivazioni della pretesa e il termine per la presentazione delle controdeduzioni.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Uno schema incompleto o privo degli elementi necessari pu\u00f2 quindi porre ulteriori questioni sotto il profilo dell\u2019effettivit\u00e0 del contraddittorio.<\/p>\n<h2>Accertamento IMU senza schema d\u2019atto: cosa controllare<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Chi riceve un <strong>avviso di accertamento IMU<\/strong> dovrebbe verificare, tra gli altri aspetti:<\/p>\n<ul data-spread=\"false\">\n<li>se il contraddittorio preventivo fosse dovuto;<\/li>\n<li>se il Comune abbia comunicato lo schema d\u2019atto;<\/li>\n<li>con quale modalit\u00e0 sia stato comunicato;<\/li>\n<li>se esista la prova dell\u2019effettivo invio;<\/li>\n<li>se esista la prova della ricezione o della conoscibilit\u00e0;<\/li>\n<li>se siano stati concessi almeno 60 giorni;<\/li>\n<li>se lo schema contenesse gli elementi necessari per comprendere la pretesa;<\/li>\n<li>se l\u2019avviso di accertamento finale sia coerente con lo schema;<\/li>\n<li>se siano state considerate le eventuali osservazioni presentate dal contribuente.<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La verifica deve essere effettuata sulla documentazione concreta relativa al singolo procedimento.<\/p>\n<h2>L\u2019omessa comunicazione dello schema pu\u00f2 determinare l\u2019annullamento dell\u2019accertamento?<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">L\u2019art. 6-bis stabilisce espressamente che il contraddittorio deve precedere gli atti interessati <strong>a pena di annullabilit\u00e0<\/strong>, salvo le ipotesi escluse dalla disciplina.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Di conseguenza, quando il contraddittorio preventivo era dovuto e non risulta correttamente instaurato, il contribuente pu\u00f2 far valere il relativo vizio attraverso gli strumenti di tutela previsti dall&#8217;ordinamento.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La sentenza n. 11931\/2026 della CGT di Napoli rappresenta, sotto questo profilo, un precedente di particolare interesse perch\u00e9 pone l&#8217;accento non soltanto sull&#8217;esistenza dello schema d&#8217;atto, ma anche sulla necessit\u00e0 di dimostrarne l&#8217;effettiva comunicazione.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00c8 tuttavia opportuno sottolineare che si tratta di una <strong>pronuncia di merito<\/strong> e che la verifica deve essere effettuata caso per caso, anche considerando la tipologia di accertamento e le eventuali esclusioni previste dalla normativa.<\/p>\n<h2>Tributi locali e contraddittorio preventivo: attenzione alle eccezioni<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">L&#8217;obbligo di contraddittorio preventivo non significa che ogni atto tributario debba necessariamente essere preceduto dallo schema d\u2019atto.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Lo stesso art. 6-bis individua alcune categorie escluse, tra cui, alle condizioni previste dalla normativa, gli atti automatizzati, sostanzialmente automatizzati, di pronta liquidazione e di controllo formale delle dichiarazioni, oltre ai casi motivati di fondato pericolo per la riscossione.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00c8 quindi fondamentale non fermarsi alla semplice domanda: <strong>\u201cNon ho ricevuto lo schema d\u2019atto: l\u2019accertamento \u00e8 nullo?\u201d<\/strong><\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La domanda corretta \u00e8 piuttosto:<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>\u201cPer questo specifico accertamento il contraddittorio preventivo era obbligatorio e l\u2019ente pu\u00f2 dimostrare di averlo correttamente instaurato?\u201d<\/strong><\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Solo dopo avere risposto a queste domande \u00e8 possibile valutare le conseguenze sul singolo atto.<\/p>\n<h2>Cosa fare quando si riceve un accertamento per un tributo locale<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Quando arriva un avviso di accertamento IMU, TARI o relativo ad altro tributo locale, \u00e8 consigliabile non limitarsi a verificare l\u2019importo richiesto.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Occorre esaminare anche il procedimento che ha portato alla formazione dell\u2019atto.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">In particolare, \u00e8 utile acquisire tutta la documentazione relativa alla posizione tributaria e verificare se il Comune o il concessionario abbia:<\/p>\n<ol start=\"1\" data-spread=\"false\">\n<li>comunicato lo schema d\u2019atto, quando previsto;<\/li>\n<li>rispettato le modalit\u00e0 di comunicazione;<\/li>\n<li>concesso il termine previsto dalla legge;<\/li>\n<li>consentito l&#8217;accesso al fascicolo;<\/li>\n<li>considerato le eventuali osservazioni del contribuente;<\/li>\n<li>adottato l&#8217;accertamento nel rispetto delle regole procedimentali.<\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La documentazione pu\u00f2 essere decisiva per stabilire se esistano profili di illegittimit\u00e0 dell\u2019accertamento.<\/p>\n<h2>Conclusioni<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La disciplina del <strong>contraddittorio preventivo nei tributi locali<\/strong> sta assumendo un&#8217;importanza crescente nel contenzioso tributario.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">L\u2019art. 6-bis dello Statuto del contribuente ha rafforzato il diritto del contribuente a partecipare al procedimento prima dell\u2019adozione degli atti per i quali il contraddittorio \u00e8 previsto.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La sentenza n. 11931\/2026 della Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Napoli evidenzia inoltre un profilo particolarmente importante: quando l\u2019effettiva comunicazione dello schema d\u2019atto viene contestata, assume rilievo la capacit\u00e0 dell\u2019ente impositore di fornire una documentazione idonea a dimostrare l\u2019avvenuto invio e la conoscibilit\u00e0 dello schema.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Per questo motivo, davanti a un <strong>accertamento IMU, <a href=\"https:\/\/www.studiopirro.it\/studiopirro\/2026\/05\/20\/ricorso-tributario-cassazione-agenzia-entrate\/.html\">TARI<\/a> o relativo ad altro tributo locale<\/strong>, \u00e8 opportuno verificare non soltanto la correttezza della pretesa tributaria, ma anche la regolarit\u00e0 del procedimento che ha condotto alla sua formazione.<\/p>\n<h3>FAQ \u2013 Accertamento tributi locali e schema d\u2019atto<\/h3>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Il Comune deve sempre inviare lo schema d\u2019atto prima di un accertamento?<\/strong><\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Non necessariamente. L\u2019obbligo dipende dalla tipologia dell\u2019atto e dalle esclusioni previste dall\u2019art. 6-bis dello Statuto del contribuente. Occorre quindi esaminare il caso concreto.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Quanti giorni devono essere concessi al contribuente?<\/strong><\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Quando trova applicazione il contraddittorio previsto dall\u2019art. 6-bis, il contribuente deve disporre di un termine non inferiore a 60 giorni per presentare le proprie controdeduzioni o esercitare le altre facolt\u00e0 previste dalla norma.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Cosa succede se il Comune dice di avere inviato lo schema ma non produce la prova?<\/strong><\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La questione pu\u00f2 assumere rilievo nel giudizio sull\u2019accertamento. La sentenza n. 11931\/2026 della CGT di Napoli ha valorizzato proprio il profilo della prova dell\u2019effettiva comunicazione dello schema d\u2019atto.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>La mancata comunicazione dello schema rende sempre nullo l\u2019accertamento?<\/strong><\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La disciplina dell\u2019art. 6-bis parla di annullabilit\u00e0 dell\u2019atto nei casi in cui il contraddittorio previsto dalla norma non sia stato rispettato. Occorre comunque verificare se, nel caso concreto, il contraddittorio fosse obbligatorio e se ricorressero eventuali cause di esclusione.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Il contraddittorio preventivo si applica anche all\u2019IMU e alla TARI?<\/strong><\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La giurisprudenza di merito pi\u00f9 recente ha riconosciuto l\u2019applicazione della disciplina anche alla fiscalit\u00e0 locale, ma la verifica deve essere effettuata in relazione allo specifico atto e alla sua natura.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Cosa deve fare chi riceve un accertamento senza avere mai ricevuto lo schema d\u2019atto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 opportuno acquisire e conservare tutta la documentazione relativa all\u2019accertamento e verificare, anche attraverso l\u2019accesso agli atti, se l\u2019ente disponga della prova della comunicazione dello schema e se il contraddittorio fosse dovuto nel caso concreto.<\/p>\n<h2 data-section-id=\"1j7r54m\" data-start=\"3867\" data-end=\"3894\">Contatta lo Studio Pirro<\/h2>\n<p data-start=\"3896\" data-end=\"4012\">Per una consulenza riservata e personalizzata sulle successioni ereditarie e criptovalute, contatta lo Studio Pirro.<\/p>\n<p data-start=\"4014\" data-end=\"4088\">Proteggi oggi il tuo patrimonio digitale per il futuro della tua famiglia.<\/p>\n<p data-start=\"2298\" data-end=\"2372\"><strong data-start=\"2298\" data-end=\"2370\">Studio Legale Pirro Milano \u2013 La vostra sicurezza, il nostro impegno<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>oltre che con il modulo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.studiopirro.it\/studiopirro\/consulenze-online\">consulenze online<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>pu\u00f2 essere contattato all\u2019indirizzo mail\u00a0<\/em><\/strong><a href=\"mailto:studiopirro@libero.it\"><strong><em>studiopirro@libero.it<\/em><\/strong><\/a><strong><em>\u00a0(oggetto mail: \u201cprimo contatto\u201d)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>oppure al\u00a0<\/em><\/strong><a href=\"tel:\/\/0229406265\"><strong><em>0229406265<\/em><\/strong><\/a><strong><em>;\u00a0Avvocato Antonella Pirro<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em><a href=\"tel:\/\/3475404943\"><strong><em>3475404943<\/em><\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accertamento tributi locali senza schema d&rsquo;atto: quando pu&ograve; essere annullato Un accertamento relativo ai tributi locali pu&ograve; essere annullato se l&rsquo;ente impositore non dimostra di avere correttamente instaurato il contraddittorio preventivo previsto dalla legge? La questione assume particolare rilievo alla luce dell&rsquo;art. 6-bis della Legge n. 212\/2000, lo Statuto dei diritti del contribuente, introdotto dal D.Lgs. n. 219\/2023. La norma prevede, in linea generale, che gli atti autonomamente impugnabili davanti alla giurisdizione tributaria siano preceduti da un contraddittorio informato ed effettivo, attraverso la comunicazione al contribuente di uno schema di atto. Sul tema &egrave; intervenuta anche la recente giurisprudenza tributaria. In particolare, con la sentenza n. 11931\/2026, la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Napoli ha esaminato un caso riguardante un accertamento IMU nel quale l&rsquo;ente impositore non aveva fornito adeguata prova dell&rsquo;effettivo invio e della ricezione dello schema d&rsquo;atto. Il principio &egrave; di particolare interesse per i contribuenti destinatari di accertamenti IMU, TARI e degli altri tributi locali. Contraddittorio preventivo: cosa prevede l&rsquo;art. 6-bis dello Statuto del contribuente L&rsquo;art. 6-bis della Legge n. 212\/2000 stabilisce che, salvo le specifiche esclusioni previste dalla legge, gli atti autonomamente impugnabili davanti agli organi della giurisdizione tributaria devono essere preceduti, a pena di annullabilit&agrave;, da un contraddittorio informato ed effettivo. Per consentire al contribuente di partecipare al procedimento, l&rsquo;amministrazione deve comunicare lo schema di atto, concedendo un termine non inferiore a 60 giorni per la presentazione di eventuali controdeduzioni o per l&rsquo;accesso e l&rsquo;estrazione di copia degli atti del fascicolo. La disciplina stabilisce inoltre che l&rsquo;atto definitivo non pu&ograve; essere adottato prima della scadenza del termine concesso al contribuente per esercitare il proprio diritto al contraddittorio. Il successivo provvedimento deve inoltre tenere conto delle osservazioni presentate dal contribuente e indicare le ragioni per le quali l&rsquo;amministrazione abbia eventualmente deciso di non accoglierle. Lo schema d&rsquo;atto &egrave; importante anche per i tributi locali Uno degli aspetti pi&ugrave; rilevanti della disciplina riguarda l&rsquo;applicabilit&agrave; del contraddittorio preventivo alla fiscalit&agrave; locale. La questione &egrave; stata oggetto di pronunce non sempre uniformi nella fase iniziale di applicazione della nuova disciplina. La giurisprudenza pi&ugrave; recente di merito ha tuttavia riconosciuto l&rsquo;applicabilit&agrave; dell&rsquo;art. 6-bis anche agli atti relativi ai tributi degli enti locali. La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Verbania, con la sentenza n. 10\/2026, ha ad esempio affermato che la disciplina del contraddittorio preventivo trova applicazione anche con riferimento ai tributi degli enti locali, qualificandola come espressione di un principio generale volto a garantire la partecipazione e la difesa del contribuente. Naturalmente, occorre verificare in concreto se lo specifico atto rientri tra quelli per i quali il contraddittorio &egrave; effettivamente previsto dalla legge. Cosa succede se il Comune non dimostra di avere inviato lo schema d&rsquo;atto? Questo &egrave; il punto centrale. Non &egrave; sufficiente, in linea di principio, che l&rsquo;amministrazione affermi di avere predisposto o trasmesso lo schema d&rsquo;atto. La questione riguarda la prova della comunicazione al contribuente. L&rsquo;art. 6-bis richiede infatti che lo schema sia comunicato con modalit&agrave; idonee a garantirne la conoscibilit&agrave;. Di conseguenza, in caso di contestazione, assume particolare importanza la documentazione attraverso la quale l&rsquo;ente pu&ograve; dimostrare l&rsquo;effettivo perfezionamento della comunicazione. La problematica &egrave; stata affrontata dalla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Napoli con la sentenza n. 11931\/2026. Secondo quanto riportato in relazione alla pronuncia, nel caso esaminato l&rsquo;ente impositore non aveva fornito una prova ritenuta sufficiente dell&rsquo;effettivo invio e della ricezione dello schema d&rsquo;atto, limitandosi a produrre documentazione interna relativa al procedimento. La pronuncia ha quindi attribuito particolare rilievo al profilo probatorio della comunicazione dello schema. La sentenza n. 11931\/2026 della CGT di Napoli La vicenda riguardava un avviso di accertamento IMU. Il contribuente aveva contestato, tra gli altri motivi, la mancata instaurazione del contraddittorio preventivo e la mancata ricezione dello schema di atto previsto dall&rsquo;art. 6-bis dello Statuto del contribuente. La Corte ha riconosciuto rilievo alla censura relativa al procedimento di formazione dell&rsquo;accertamento. Il caso &egrave; particolarmente significativo perch&eacute; porta l&rsquo;attenzione su un aspetto spesso trascurato: non bisogna verificare soltanto se lo schema d&rsquo;atto esista, ma anche se l&rsquo;ente sia in grado di dimostrare che esso sia stato effettivamente comunicato al contribuente secondo modalit&agrave; idonee a garantirne la conoscibilit&agrave;. In altri termini, la predisposizione interna di un documento non equivale necessariamente alla sua comunicazione al destinatario. Non basta dire che lo schema d&rsquo;atto &egrave; stato inviato Dal punto di vista difensivo, &egrave; quindi importante distinguere almeno tre situazioni: lo schema d&rsquo;atto non &egrave; mai stato predisposto; lo schema d&rsquo;atto &egrave; stato predisposto, ma non risulta correttamente comunicato al contribuente; lo schema d&rsquo;atto &egrave; stato regolarmente comunicato e l&rsquo;ente pu&ograve; fornire la relativa documentazione. La seconda ipotesi &egrave; particolarmente delicata. Se il contribuente contesta di avere ricevuto lo schema, occorre infatti verificare quale documentazione sia stata prodotta dall&rsquo;amministrazione per dimostrare la comunicazione. A seconda delle modalit&agrave; utilizzate, potranno assumere rilievo, ad esempio, la documentazione relativa alla notificazione, le ricevute di consegna, le ricevute PEC o altra documentazione idonea a dimostrare il perfezionamento della comunicazione. Qual &egrave; il termine per le controdeduzioni? L&rsquo;art. 6-bis dello Statuto del contribuente stabilisce che al contribuente deve essere assegnato un termine non inferiore a 60 giorni per presentare eventuali controdeduzioni oppure per accedere ed estrarre copia degli atti del fascicolo. Il termine ha una funzione essenziale: consentire al contribuente di conoscere la pretesa dell&rsquo;amministrazione prima dell&rsquo;adozione dell&rsquo;atto definitivo e di presentare le proprie osservazioni. Per questo motivo, quando si riceve uno schema d&rsquo;atto, &egrave; opportuno verificare attentamente: la data della comunicazione; la modalit&agrave; utilizzata dall&rsquo;ente; il contenuto dello schema; il termine concesso; gli elementi posti alla base della pretesa; gli eventuali documenti richiamati dall&rsquo;amministrazione; la possibilit&agrave; di accedere al fascicolo. Cosa deve contenere lo schema d&rsquo;atto? Lo schema di atto non dovrebbe essere considerato una mera comunicazione informale. La sua funzione &egrave; consentire al contribuente di esercitare un contraddittorio effettivo e informato. Per questo motivo, &egrave; necessario verificare che il documento consenta di comprendere la pretesa tributaria e le ragioni che hanno portato l&rsquo;amministrazione a formularla. 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