{"id":584,"date":"2020-10-29T10:38:20","date_gmt":"2020-10-29T10:38:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiopirro.it\/studiopirro\/?p=584"},"modified":"2020-10-30T07:23:35","modified_gmt":"2020-10-30T07:23:35","slug":"avverso-diniego-di-rimborso-delladdizionale-irpef-allamministratore-della-societa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiopirro.it\/studiopirro\/2020\/10\/29\/avverso-diniego-di-rimborso-delladdizionale-irpef-allamministratore-della-societa\/.html","title":{"rendered":"IL RIMBORSO DELL\u2019ADDIZIONALE IRPEF NON DOVEVA ESSERE NEGATO ALL\u2019AMMINISTRATORE DI SPA"},"content":{"rendered":"<p><strong>PROCESSO TRIBUTARIO<\/strong><\/p>\n<p><strong>A seguito di diniego di rimborso dell\u2019imposta addizionale IRPEF sugli emolumenti dei dirigenti la societ\u00e0 per azioni ricorreva in commissione tributaria provinciale, che confermava le ragioni della ricorrente. <\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019Agenzia delle Entrate riproponeva, per\u00f2, le proprie doglianze in appello. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Vittoria della societ\u00e0 contribuente anche in secondo grado. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.studiopirro.it\/studiopirro\/consulenze-online\"><strong><u>Studio legale Tributario Pirro Milano<\/u><\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"mailto:studiopirro@libero.it\"><strong>studiopirro@libero.it<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"tel:\/\/3475404943\"><strong><u>3475404943<\/u><\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>IL PROCESSO<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sentenza n. 3949 del 2019 della Commissione tributaria Regionale della Lombardia<\/strong><\/p>\n<p>Con ricorso depositato in data 11 gennaio 2017, L. G. S.p.A. ha impugnato il diniego di rimborso dell&#8217;imposta addizionale IRPEF sugli emolumenti dei dirigenti, prevista dall&#8217;art.\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DL:2010-05-31;78_art33\">33 del d.l. 31 maggio 2010, n. 78<\/a>, relativa al periodo di imposta 2011, emesso in data 21 ottobre 2016.<\/p>\n<p>Dopo aver messo in luce che l&#8217;art.\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DL:2010-05-31;78_art33\">33 del d.l. n. 78 del 2010<\/a>\u00a0aveva previsto l&#8217;assoggettamento delle forme di retribuzione variabile degli amministratori di societ\u00e0 ad un&#8217;addizionale IRPEF pari al 10%, al ricorrere di specifiche condizioni, la ricorrente ha asserito che in relazione all&#8217;esercizio 2011 aveva trattenuto e versato l&#8217;importo di euro 149.040,60 riferito alla retribuzione del proprio amministratore R. C..<\/p>\n<p>Peraltro, a seguito di successiva verifica, ritenendo che le somme non fossero dovute, la L. G. s.p.a. ha chiesto il rimborso di quanto versato e, a fronte del provvedimento di rigetto, ha proposto ricorso deducendo l&#8217;errata individuazione del presupposto dell&#8217;imposizione addizionale IRPEF sugli elementi variabili, poich\u00e9 la stessa avrebbe dovuto applicarsi solo ai soggetti operanti nel <strong>settore finanziario<\/strong> e non a quelli che svolgono la loro attivit\u00e0 <strong>nelle holding industriali<\/strong>, quale doveva essere considerata la ricorrente.<\/p>\n<p>Ha concluso, chiedendo che venisse dichiarato illegittimo l&#8217;atto impugnato, con conseguente <strong>condanna dell&#8217;Agenzia delle Entrate<\/strong> al rimborso dell&#8217;importo di euro 149.040,60, oltre ad interessi.<\/p>\n<p>Con memoria depositata in data 7 febbraio 2017 si costituiva l&#8217;Agenzia delle Entrate &#8211; Direzione Regionale della Lombardia contestando l&#8217;interpretazione delle condizioni di applicazione dell&#8217;<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DL:2010;78_art33\">art. 33 del d.l. n. 78 del 2010<\/a>\u00a0effettuata dalla ricorrente e ribadendo che nel settore finanziario dovevano essere comprese <strong>anche le societ\u00e0 <\/strong>che avessero fra le loro attivit\u00e0 quelle di <strong>assunzione di partecipazione<\/strong>, vale a dire <strong>le societ\u00e0 holding<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La CTP di Milano accoglieva il ricorso e disponeva il rimborso dell&#8217;importo richiesto<\/strong>.<\/p>\n<p>Rilevavano i primi giudici come l&#8217;ufficio avesse opposto il diniego di rimborso dell&#8217;imposta addizionale IRPEF sugli emolumenti dei dirigenti della societ\u00e0 ricorrente, prevista dall&#8217;art.<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DL:2010-05-31;78_art33\">\u00a033 del d.l. 31 maggio 2010, n. 78,<\/a>\u00a0relativa al periodo di imposta 2011, emesso in data 21 ottobre 2016. La richiesta di rimborso era fondata sulla ritenuta inapplicabilit\u00e0 della norma alle holding industriali, quale era da considerare la ricorrente.<\/p>\n<p>Rilevavano ancora che l&#8217;<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DL:2010-05-31;78_art33\">art. 33 del d.l. 31 maggio 2010, n. 78<\/a>, convertito con modificazioni dalla\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::L:2010-07-30;122\">legge 30 luglio 2010, n. 122<\/a>, e successive modificazioni, prevedeva che\u00a0<em>&#8220;1. In dipendenza delle decisioni assunte in sede di G20 e in considerazione degli<\/em>\u00a0<em>effetti economici potenzialmente distorsivi propri delle forme di remunerazione<\/em>\u00a0<em>operate sotto forma di bonus e stock options, sui compensi a questo titolo, che<\/em>\u00a0<em>eccedono il triplo della parte fissa della retribuzione, attribuiti ai dipendenti che<\/em>\u00a0<em>rivestono la qualifica di dirigenti nel settore finanziario nonch\u00e9 ai titolari di rapporti di<\/em>\u00a0<em>collaborazione coordinata e continuativa nello stesso settore \u00e8 applicata una aliquota<\/em>\u00a0<em>addizionale del 10 per cento. 2. L&#8217;addizionale \u00e8 trattenuta dal sostituto d&#8217;imposta al<\/em>\u00a0<em>momento di erogazione dei suddetti emolumenti e, per l&#8217;accertamento, la riscossione,<\/em>\u00a0<em>le sanzioni e il contenzioso, \u00e8 disciplinata dalle ordinarie disposizioni in materia di<\/em>\u00a0<em>imposte sul reddito. 2-bis. Per i<\/em>\u00a0<em>compensi di cui al comma 1, le disposizioni di cui ai<\/em>\u00a0<em>commi precedenti\u00a0<\/em>si\u00a0<em>applicano sull&#8217;ammontare che eccede l&#8217;importo corrispondente<\/em>\u00a0<em>alla parte fissa della retribuzione&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>La disposizione era stata dettata, in relazione ad accordi internazionali, per omogeneizzare il trattamento fiscale delle retribuzioni e dei compensi nell&#8217;ambito del settore finanziario. Trattandosi di norma di deroga al regime ordinario l&#8217;applicazione doveva essere <strong>riferita al solo settore che il legislatore aveva inteso disciplinare in modo speciale.<\/strong><\/p>\n<p>Al fine di fornire criteri applicativi omogenei, l&#8217;Agenzia delle Entrate aveva emanato una circolare con la quale aveva asserito che nel settore finanziario rientravano le banche, gli intermediari finanziari e le societ\u00e0 la cui attivit\u00e0 consistesse in via principale o esclusiva nell&#8217;assunzione di partecipazioni in base alla previsione dell&#8217;<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1993;385_art59-com1\">art. 59, co. 1, lett. b del D. Lgs. n. 385 del 1993<\/a>\u00a0(<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::CIR:2011-02-15;4\"><strong>Circolare n. 4\/E del 15 febbraio 2011<\/strong><\/a><strong>)<\/strong>.<\/p>\n<p>Sempre secondo la CTP la Circolare dell&#8217;Amministrazione finanziaria era elemento utile ai fini dell&#8217;interpretazione delle norme e, sicuramente, vincolante per gli uffici finanziari, anche per evitare difformit\u00e0 comportamentali.<\/p>\n<p>Tuttavia non poteva considerarsi fonte del diritto e non era idonea a vincolare il giudice, trattandosi di atto privo di valenza normativa.<\/p>\n<p>Nel caso di specie, l&#8217;interpretazione della norma fornita dalla Circolare non era condivisibile poich\u00e9 ampliava in modo indebito la nozione di settore finanziario, come, peraltro, era stato sottolineato dalla Corte costituzionale che aveva ritenuto la norma non in contrasto con la Costituzione poich\u00e9 la &#8220;<em>ragione che ha indotto il legislatore a prevedere il prelievo addizionale di cui alla disposizione censurata, ossia l&#8217;intento &#8211; coerente con il coevo atteggiamento manifestatosi a livello internazionale &#8211; di scoraggiare modalit\u00e0 remunerative variabili considerate pericolose per la stabilita finanziaria<\/em>&#8221; <strong>(<\/strong><a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::SEN:2014-07-16;201\"><strong>Corte Cost. 16 luglio 2014, n. 201<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Il riferimento al mercato finanziario e la finalit\u00e0 della norma escludevano, pertanto, che l&#8217;obbligo fosse applicabile a soggetti diversi da quelli individuati dalla disposizione e, in particolare per quanto di interesse in questa sede, ai dipendenti ed amministratori delle holding che operano nel settore industriale.<\/p>\n<p>Fondata era quindi la richiesta di rimborso di L. G. S.p.A. per l&#8217;importo di euro 149.040,00.<\/p>\n<p>La sentenza veniva impugnata dall&#8217;Agenzia delle entrate che con un unico motivo censurava la decisione per non aver ricompreso nell&#8217;ambito del settore finanziario anche le\u00a0<em>holding\u00a0<\/em>industriali, quale \u00e8 la societ\u00e0 L. G. spa.<\/p>\n<p><strong>I MOTIVI<\/strong><\/p>\n<p>In particolare, secondo l&#8217;Ufficio appellante, che richiamava la\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::CIR:2011-02-15;4\">Circolare n. 4\/E del 15 febbraio 2011<\/a>, in mancanza di una espressa definizione di\u00a0<em>&#8220;settore finanziario&#8221;,\u00a0<\/em>il citato art.\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DL:2010-05-31;78_art33\">33 DL. 78\/201<\/a>0 andava interpretato facendo\u00a0<em>&#8220;necessariamente riferimento<\/em>\u00a0<em>alle norme in vigore al momento in cui l&#8217;addizionale\u00a0<\/em>.. \u00e8\u00a0<em>stata introdotta&#8221;\u00a0<\/em>(cio\u00e8 31 maggio 2010), con l&#8217;effetto che dovevano ritenersi assoggettate all&#8217;addizionale Irpef del 10% anche le\u00a0<em>holding\u00a0<\/em>industriali:<\/p>\n<p>-in base al\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1992;87\">D.lgs. 87\/1992<\/a>\u00a0<em>(Attuazione della\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::CEE:1986;635\">direttiva n. 86\/635\/CEE<\/a><em>, relativa ai conti annuali ed ai conti consolidati delle banche e degli altri istituti finanziari)\u00a0<\/em>che, all&#8217;<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1992;87_art1\">art.<em>\u00a0<\/em>1<\/a>, vigente alla data del 30 maggio 2010, dispone\u00a0<em>&#8220;Ai fini del presente decreto, l&#8217;attivit\u00e0 di assunzione di partecipazioni al fine di successivi smobilizzi \u00e8 in ogni caso considerata attivit\u00e0 finanziaria&#8221;;<\/em><\/p>\n<p>&#8211; in quanto da ricomprendere tra i soggetti elencati nel citato\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1992;87_art1\">art. 1 D.lgs. 87\/1992<\/a>,\u00a0nella versione vigente al 31 maggio 2010 (<strong>vedi pag. 4 atto di appello<\/strong>);<\/p>\n<p>&#8211; in forza del richiamo al\u00a0<em>&#8220;settore finanziario&#8221;\u00a0<\/em>dell&#8217;<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1993;385_art155\">art. 155 D.lgs 385\/1993<\/a>\u00a0(Testo Unico\u00a0Bancario), vigente al 31 maggio 2010, che, nell&#8217;individuare\u00a0<em>&#8220;i soggetti operanti nel settore finanziario citati al comma 1 le attivit\u00e0 previste dall&#8217;art. 106,\u00a0comma\u00a01 &#8230; laddove si parla di esercizio nei confronti del pubblico\u00a0delle attivit\u00e0 di assunzione di\u00a0partecipazioni;\u00a0<\/em>&#8211;\u00a0<em>al comma 4 i confidi&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Con la conseguenza che l&#8217;inclusione, tra i soggetti operanti nel settore finanziario, dei confidi\u00a0<em>(&#8220;che operano in via prevalente nei confronti delle imprese consorziate\u00a0<\/em>o\u00a0<em>socie&#8221;)\u00a0<\/em>escludeva che\u00a0<em>&#8220;la norma consideri l&#8217;esercizio nei confronti del pubblico quale<\/em>\u00a0<em>requisito\u00a0essenziale per l&#8217;inclusione &#8230;.. nel novero &#8230;&#8230; del settore finanziario&#8221;\u00a0<\/em>e\u00a0<em>dovevano<\/em>\u00a0comprendere anche le\u00a0<em>holding\u00a0<\/em>industriali (<strong>vedi pag. 4- 5 atto di appello<\/strong>).<\/p>\n<p><em>Dovevano,\u00a0<\/em>poi, ritenersi ininfluenti e\u00a0<em>&#8220;non possono essere considerate utili ai fini\u00a0interpretativi&#8221; &#8220;le modifiche apportate al Testo Unico Bancario dal\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:2010-08-13;141\">D.Lgs. n. 141 del 13\/08\/2010<\/a>, in quanto successive all&#8217;introduzione dell&#8217;<\/em><a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DL:2010;78_art33\">art. 33 del D.L. n. 78\/2010<\/a><em>&#8221;\u00a0<\/em>(<strong>vedi pag. 5 atto di appello<\/strong>).<\/p>\n<p>Ad avviso<em>\u00a0<\/em>della CTR, la tesi dell&#8217;Ufficio non pu\u00f2 condividersi in quanto, muovendo da un quadro normativo, relativo ad un differente ramo dell&#8217;ordinamento -che disciplina le attivit\u00e0 finanziarie-, assume che nell&#8217;ambito del settore finanziario vadano ricomprese le\u00a0<em>holding\u00a0<\/em>industriali.<\/p>\n<p>Sul punto vanno fatte alcune osservazioni. Gi\u00e0 prima dell&#8217;abrogazione del\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1992;87\">Dlgs. 87\/1992<\/a>, ad opera del\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:2015;136\">Dlgs. 136\/2015<\/a>, il legislatore aveva<em>\u00a0<\/em>ridimensionato l&#8217;area dei soggetti finanziari tenuti all&#8217;iscrizione nell&#8217;elenco di cui all&#8217;<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1993;385_art113\">art. 113 D.lgs. 383\/1993<\/a>\u00a0(Testo Unico Bancario &#8211; T.U.B.). In particolare il\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DM:2009-02-17;29_art12\">DM 29\/2009, art. 12<\/a><em>,\u00a0<\/em>aveva eliminato l&#8217;obbligo di iscrizione nell&#8217;apposita sezione del su detto elenco per quei soggetti esercenti attivit\u00e0 di assunzione di partecipazioni non svolta congiuntamente ad altra attivit\u00e0 finanziaria nei confronti delle partecipate ed aveva precisato che i finanziamenti esercitati nei confronti del gruppo non configuravano attivit\u00e0 nei confronti del pubblico.<\/p>\n<p>Nello stesso senso, il successivo\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:2010;141\">Dlgs. 141\/2010<\/a>, ha definitivamente abrogato l&#8217;<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1993;385_art113\">art. 113<\/a>\u00a0e modificato l&#8217;<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1993;385_art106\">art. 106 del D.lgs. 385\/1993<\/a>\u00a0(T.U.B.), cos\u00ec da riservare l&#8217;attivit\u00e0 finanziaria agli intermediari autorizzati ed escludere dall&#8217;ambito delle attivit\u00e0 finanziarie tutte le attivit\u00e0 di concessione di finanziamento non svolte nei confronti del pubblico.<\/p>\n<p>Con l&#8217;emanazione del regolamento del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze n. 53\/2015, che ha sostituto il\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DM:2009-02-17;29\">DM 29\/2009<\/a>, \u00e8 stato chiarito che l&#8217;esercizio nei confronti del pubblico dell&#8217;attivit\u00e0 finanziaria sussiste quando tale attivit\u00e0 sia svolta nei confronti di terzi con carattere di professionalit\u00e0 (<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DM:2009-02-17;29_art3\">art. 3 c. 1<\/a>), ma che va<em>\u00a0<\/em>esclusa l&#8217;attivit\u00e0 svolta esclusivamente nei confronti del gruppo di appartenenza.<\/p>\n<p>Infine, il\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1992;87\">Dlgs. 87\/1992<\/a>\u00a0<em>(Attuazione della\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::CEE:1986;635\">direttiva n. 86\/635\/CEE<\/a><em>, relativa ai conti annuali ed ai conti<\/em>\u00a0<em>consolidati delle banche e degli altri istituti finanziari)\u00a0<\/em>\u00e8 stato abrogato dal\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:2015;136\">D.lgs. 136\/2015<\/a>\u00a0che, in attuazione della\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DIU:2013;34\">Direttiva 2013\/34\/UE<\/a>, ha riformulato la disciplina dei bilanci delle imprese creditizie e finanziarie, in modo che fosse coerente con i principi informatori del\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:2010;141\">D.lgs. 141\/2010<\/a>.<\/p>\n<p>Dalla descritta evoluzione normativa \u00e8 possibile distinguere le seguenti categorie di soggetti del\u00a0<em>&#8220;settore finanziario&#8221;:<\/em><\/p>\n<p>-soggetti autorizzati a erogare finanziamenti nei confronti del pubblico iscritti nell&#8217;albo di cui all&#8217;<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1993;385_art106\">art. 106 T.U.B.<\/a>\u00a0e sottoposti alla vigilanza della Banca d&#8217;Italia, le societ\u00e0 capogruppo di gruppi bancari di cui all&#8217;<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1993;385_art59\">art. 59 c. 1 lett. b),\u00a0<em>b-bis)\u00a0<\/em>del T.U.B.<\/a>, che redigono il bilancio secondo i principi IAS\/IFRS (Principi contabili internazionali);<\/p>\n<p>-i confidi di cui all&#8217;<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1993;385_art113\">art. 113 del T.U.B.\u00a0<\/a>e gli operatori del micro credito di cui all&#8217;<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1993;385_art111\">art. 111 T.U.B.<\/a>, sottoposti al controllo di organismi di categoria e vigilanza della Banca d&#8217;Italia, che redigono il bilancio secondo la disciplina del\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:2015;136\">D.lgs. 136\/2015<\/a>;<\/p>\n<p>-gli altri soggetti, quali <strong>le\u00a0<em>holding<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em>di partecipazione finanziaria, gli intermediari finanziari che non operano nei confronti del pubblico, altri operatori finanziari (ad esempio le\u00a0<em>merchant bank)\u00a0<\/em>che non sono iscritti in nessun albo o elenco e non sono sottoposti ad alcuna forma di controllo, che redigono il bilancio in base alle ordinarie disposizioni di cui al\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1991;127\">D.lgs. 127\/1991<\/a>.<\/p>\n<p>Pertanto, la specifica disciplina circoscrive il\u00a0<em>&#8220;settore finanziario&#8221;\u00a0<\/em>agli\u00a0<em>&#8220;operatori&#8221;\u00a0<\/em>finanziari, restandone estranee le\u00a0<em>holding\u00a0<\/em>industriali (e le societ\u00e0 che concedono finanziamenti esclusivamente nell&#8217;ambito del gruppo di appartenenza).<\/p>\n<p>Il rigetto dell&#8217;appello impone ulteriori riflessioni sul percorso interpretativo seguito dall&#8217;Agenzia delle Entrate, in quanto si ritiene che l&#8217;interpretazione offerta dall&#8217;appellante risulti contraria ai canoni ermeneutici offerti dall&#8217;ordinamento per l&#8217;interpretazione delle leggi, anche tributarie.<\/p>\n<p>Se l&#8217;art.\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DL:2010;78_art33\">33 DL. 78\/2018<\/a>, quale norma impositiva, dispone una tassazione aggiuntiva per i soggetti che\u00a0<em>&#8220;<strong>rivestono la qualifica di dirigenti nel settore finanziario<\/strong>&#8220;,\u00a0<\/em>tale disposizione non pu\u00f2 essere integrata ricorrendo ad interpretazioni estensive che prendono a prestito definizioni presenti in altri rami dell&#8217;ordinamento, quale quella di settore finanziario, propria degli istituti di credito e degli intermediari finanziari, richiamata nell&#8217;atto di appello.<\/p>\n<p>Definizione, tra l&#8217;altro, chiara nel limitare l&#8217;ambito di\u00b7 applicazione <strong>del\u00a0<em>&#8220;settore finanziario&#8221;<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em>alle imprese creditizie e finanziarie o, comunque, <strong>agli\u00a0<em>&#8220;operatori&#8221;\u00a0<\/em>soggetti a controllo e vigilanza della Banca d&#8217;Italia.<\/strong><\/p>\n<p>E ci\u00f2 per ragioni attinenti la\u00a0<em>ratio\u00a0<\/em>della norma, il sistema internazionale e dell&#8217;Unione Europea e gli accordi e le convenzioni internazionali di riferimento.<\/p>\n<p>Dal punto di vista sistematico, considerato che il legislatore, nella fattispecie, ha elevato a presupposto del tributo una misura di contrasto all&#8217;adozione di sistemi retributivi, con l&#8217;intento\u00a0<em>&#8220;di scoraggiare modalit\u00e0 remunerative variabili considerate<\/em>\u00a0<em>pericolose per la stabilit\u00e0 finanziaria&#8221;\u00a0<\/em>(<strong>cfr.\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::SEN:2014-07-16;201\"><strong>Corte Costituzionale 16 luglio 2014, n. 201<\/strong><\/a>), l&#8217;interpretazione dell&#8217;Ufficio appellante non risulta condivisibile in quanto finisce con estendere un determinato regime fiscale, destinato a soggetti che operano nel\u00a0<em>&#8220;settore finanziario&#8221;,\u00a0<\/em>a soggetti che sono del tutto estranei all&#8217;ambito finanziario, violando la stessa\u00a0<em>ratio\u00a0<\/em>dell&#8217;art.\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DL:2010;78_art33\">33 DL 78\/2010.<\/a><\/p>\n<p>Sul punto, la Consulta, chiamata a decidere se fosse irragionevole e discriminatoria la limitazione del prelievo al solo\u00a0<em>&#8220;settore finanziario&#8221;,\u00a0<\/em>ha spiegato che intento del legislatore era quello\u00a0<em>&#8220;di scoraggiare modalit\u00e0 remunerative variabili considerate<\/em>\u00a0<em>pericolose per la\u00a0stabilit\u00e0 finanziaria&#8221;,\u00a0<\/em>precisando che la mancata estensione ad altri settori \u00e8 giustificata in quanto un\u00a0<em>&#8220;rischio di questo genere non ricorre per l&#8217;attivit\u00e0 di<\/em>\u00a0<em>altri contribuenti che vengono retribuiti in modo analogo ma non hanno la<\/em>\u00a0<em>stessa possibilit\u00e0 di incidere, con il loro operato, sulla stabilit\u00e0 dei mercati finanziari&#8221;<\/em>\u00a0(<strong>cfr.\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::SEN:2014-07-16;201\"><strong>Corte Costituzionale n. 201<\/strong><\/a><strong>\u00a0cit<\/strong>.)<\/p>\n<p>Sotto altro profilo, ad avviso di questa CTR, la norma nazionale deve essere inquadrata anche nell&#8217;ambito del sistema internazionale e dell&#8217;Unione Europea e deve essere interpretata in modo da risultare conforme agli accordi e alle convenzioni internazionali.<\/p>\n<p>In particolare, va rilevato che l&#8217;addizionale su\u00a0<em>bonus\u00a0<\/em>e\u00a0<em>stock option,\u00a0<\/em>attribuiti ai dirigenti delle societ\u00e0 operanti nel settore finanziario, come risulta anche dalla Relazione illustrativa al DL.\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DL:2010-05-31;78\">78\/2010<\/a>\u00a0(pag. 42), \u00e8 stata introdotta\u00a0<em>&#8220;In considerazione<\/em>\u00a0<em>degli effetti distorsivi prodotti sul sistema finanziario\u00a0<\/em>e\u00a0<em>sull&#8217;economia mondiale dal<\/em>\u00a0<em>riconoscimento di bonus\u00a0<\/em>e\u00a0<em>stock options collegati agli andamenti del<\/em>\u00a0<em>mercato ai manager e\u00a0agli amministratori di banche ed istituti finanziari, evidenziati<\/em>\u00a0<em>nel corso delle riunioni del G20&#8243;\u00a0<\/em>e che, anche il richiamo alla\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DIU:2013-06-26;36\">Direttiva 26 giugno 2013, n. 2013\/36\/UE<\/a>\u00a0operato dalla citata sentenza della Corte Costituzionale che ricorda come l&#8217;art.\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DL:2010;78_art33\">33 DL. 78\/2010,<\/a>\u00a0si inserisce in un contesto in cui anche le istituzioni comunitarie intendevano disincentivare politiche remunerative che incoraggiavano l&#8217;assunzione di rischi eccessivi, in quanto suscettibili di compromettere una sana ed efficace gestione degli enti creditizi e delle imprese di investimento.<\/p>\n<p><strong>La mancata tassazione delle\u00a0<em>holding\u00a0<\/em>industriali<\/strong> non pu\u00f2, quindi, essere considerata una lacuna della legge e <strong>non autorizza l&#8217;interprete ad aggiungere alle fattispecie previste casi di imponibilit\u00e0 non previsti.<\/strong><\/p>\n<p>Conclusivamente <strong>va, pertanto, respinto il criterio interpretativo proposto dall&#8217;Ufficio<\/strong>, in quanto l&#8217;estensione di tale disposizione alle societ\u00e0\u00a0<em>holding\u00a0<\/em>industriali deve ritenersi del tutto contraria alle finalit\u00e0 della norma.<\/p>\n<p>La particolarit\u00e0 delle questioni giuridiche esaminate giustifica la compensazione delle spese anche in grado di appello.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><u>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.studiopirro.it\/studiopirro\/consulenze-online\">Studio legale Tributario Pirro Milano<\/a><\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"mailto:studiopirro@libero.it\"><strong>studiopirro@libero.it<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"tel:\/\/3475404943\"><strong><u>3475404943<\/u><\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>P.Q.M.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La Commissione conferma la sentenza di primo grado.<\/strong> Compensa le spese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PROCESSO TRIBUTARIO A seguito di diniego di rimborso dell&rsquo;imposta addizionale IRPEF sugli emolumenti dei dirigenti la societ&agrave; per azioni ricorreva in commissione tributaria provinciale, che confermava le ragioni della ricorrente. L&rsquo;Agenzia delle Entrate riproponeva, per&ograve;, le proprie doglianze in appello. Vittoria della societ&agrave; contribuente anche in secondo grado. Studio legale Tributario Pirro Milano studiopirro@libero.it 3475404943 IL PROCESSO Sentenza n. 3949 del 2019 della Commissione tributaria Regionale della Lombardia Con ricorso depositato in data 11 gennaio 2017, L. G. S.p.A. ha impugnato il diniego di rimborso dell&rsquo;imposta addizionale IRPEF sugli emolumenti dei dirigenti, prevista dall&rsquo;art.&nbsp;33 del d.l. 31 maggio 2010, n. 78, relativa al periodo di imposta 2011, emesso in data 21 ottobre 2016. Dopo aver messo in luce che l&rsquo;art.&nbsp;33 del d.l. n. 78 del 2010&nbsp;aveva previsto l&rsquo;assoggettamento delle forme di retribuzione variabile degli amministratori di societ&agrave; ad un&rsquo;addizionale IRPEF pari al 10%, al ricorrere di specifiche condizioni, la ricorrente ha asserito che in relazione all&rsquo;esercizio 2011 aveva trattenuto e versato l&rsquo;importo di euro 149.040,60 riferito alla retribuzione del proprio amministratore R. C.. Peraltro, a seguito di successiva verifica, ritenendo che le somme non fossero dovute, la L. G. s.p.a. ha chiesto il rimborso di quanto versato e, a fronte del provvedimento di rigetto, ha proposto ricorso deducendo l&rsquo;errata individuazione del presupposto dell&rsquo;imposizione addizionale IRPEF sugli elementi variabili, poich&eacute; la stessa avrebbe dovuto applicarsi solo ai soggetti operanti nel settore finanziario e non a quelli che svolgono la loro attivit&agrave; nelle holding industriali, quale doveva essere considerata la ricorrente. Ha concluso, chiedendo che venisse dichiarato illegittimo l&rsquo;atto impugnato, con conseguente condanna dell&rsquo;Agenzia delle Entrate al rimborso dell&rsquo;importo di euro 149.040,60, oltre ad interessi. Con memoria depositata in data 7 febbraio 2017 si costituiva l&rsquo;Agenzia delle Entrate &ndash; Direzione Regionale della Lombardia contestando l&rsquo;interpretazione delle condizioni di applicazione dell&rsquo;art. 33 del d.l. n. 78 del 2010&nbsp;effettuata dalla ricorrente e ribadendo che nel settore finanziario dovevano essere comprese anche le societ&agrave; che avessero fra le loro attivit&agrave; quelle di assunzione di partecipazione, vale a dire le societ&agrave; holding. La CTP di Milano accoglieva il ricorso e disponeva il rimborso dell&rsquo;importo richiesto. Rilevavano i primi giudici come l&rsquo;ufficio avesse opposto il diniego di rimborso dell&rsquo;imposta addizionale IRPEF sugli emolumenti dei dirigenti della societ&agrave; ricorrente, prevista dall&rsquo;art.&nbsp;33 del d.l. 31 maggio 2010, n. 78,&nbsp;relativa al periodo di imposta 2011, emesso in data 21 ottobre 2016. La richiesta di rimborso era fondata sulla ritenuta inapplicabilit&agrave; della norma alle holding industriali, quale era da considerare la ricorrente. Rilevavano ancora che l&rsquo;art. 33 del d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla&nbsp;legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, prevedeva che&nbsp;&ldquo;1. In dipendenza delle decisioni assunte in sede di G20 e in considerazione degli&nbsp;effetti economici potenzialmente distorsivi propri delle forme di remunerazione&nbsp;operate sotto forma di bonus e stock options, sui compensi a questo titolo, che&nbsp;eccedono il triplo della parte fissa della retribuzione, attribuiti ai dipendenti che&nbsp;rivestono la qualifica di dirigenti nel settore finanziario nonch&eacute; ai titolari di rapporti di&nbsp;collaborazione coordinata e continuativa nello stesso settore &egrave; applicata una aliquota&nbsp;addizionale del 10 per cento. 2. L&rsquo;addizionale &egrave; trattenuta dal sostituto d&rsquo;imposta al&nbsp;momento di erogazione dei suddetti emolumenti e, per l&rsquo;accertamento, la riscossione,&nbsp;le sanzioni e il contenzioso, &egrave; disciplinata dalle ordinarie disposizioni in materia di&nbsp;imposte sul reddito. 2-bis. Per i&nbsp;compensi di cui al comma 1, le disposizioni di cui ai&nbsp;commi precedenti&nbsp;si&nbsp;applicano sull&rsquo;ammontare che eccede l&rsquo;importo corrispondente&nbsp;alla parte fissa della retribuzione&rdquo;. La disposizione era stata dettata, in relazione ad accordi internazionali, per omogeneizzare il trattamento fiscale delle retribuzioni e dei compensi nell&rsquo;ambito del settore finanziario. Trattandosi di norma di deroga al regime ordinario l&rsquo;applicazione doveva essere riferita al solo settore che il legislatore aveva inteso disciplinare in modo speciale. Al fine di fornire criteri applicativi omogenei, l&rsquo;Agenzia delle Entrate aveva emanato una circolare con la quale aveva asserito che nel settore finanziario rientravano le banche, gli intermediari finanziari e le societ&agrave; la cui attivit&agrave; consistesse in via principale o esclusiva nell&rsquo;assunzione di partecipazioni in base alla previsione dell&rsquo;art. 59, co. 1, lett. b del D. Lgs. n. 385 del 1993&nbsp;(Circolare n. 4\/E del 15 febbraio 2011). Sempre secondo la CTP la Circolare dell&rsquo;Amministrazione finanziaria era elemento utile ai fini dell&rsquo;interpretazione delle norme e, sicuramente, vincolante per gli uffici finanziari, anche per evitare difformit&agrave; comportamentali. Tuttavia non poteva considerarsi fonte del diritto e non era idonea a vincolare il giudice, trattandosi di atto privo di valenza normativa. Nel caso di specie, l&rsquo;interpretazione della norma fornita dalla Circolare non era condivisibile poich&eacute; ampliava in modo indebito la nozione di settore finanziario, come, peraltro, era stato sottolineato dalla Corte costituzionale che aveva ritenuto la norma non in contrasto con la Costituzione poich&eacute; la &ldquo;ragione che ha indotto il legislatore a prevedere il prelievo addizionale di cui alla disposizione censurata, ossia l&rsquo;intento &ndash; coerente con il coevo atteggiamento manifestatosi a livello internazionale &ndash; di scoraggiare modalit&agrave; remunerative variabili considerate pericolose per la stabilita finanziaria&rdquo; (Corte Cost. 16 luglio 2014, n. 201). Il riferimento al mercato finanziario e la finalit&agrave; della norma escludevano, pertanto, che l&rsquo;obbligo fosse applicabile a soggetti diversi da quelli individuati dalla disposizione e, in particolare per quanto di interesse in questa sede, ai dipendenti ed amministratori delle holding che operano nel settore industriale. Fondata era quindi la richiesta di rimborso di L. G. S.p.A. per l&rsquo;importo di euro 149.040,00. La sentenza veniva impugnata dall&rsquo;Agenzia delle entrate che con un unico motivo censurava la decisione per non aver ricompreso nell&rsquo;ambito del settore finanziario anche le&nbsp;holding&nbsp;industriali, quale &egrave; la societ&agrave; L. G. spa. I MOTIVI In particolare, secondo l&rsquo;Ufficio appellante, che richiamava la&nbsp;Circolare n. 4\/E del 15 febbraio 2011, in mancanza di una espressa definizione di&nbsp;&ldquo;settore finanziario&rdquo;,&nbsp;il citato art.&nbsp;33 DL. 78\/2010 andava interpretato facendo&nbsp;&ldquo;necessariamente riferimento&nbsp;alle norme in vigore al momento in cui l&rsquo;addizionale&nbsp;.. &egrave;&nbsp;stata introdotta&rdquo;&nbsp;(cio&egrave; 31 maggio 2010), con l&rsquo;effetto che dovevano ritenersi assoggettate all&rsquo;addizionale Irpef del 10% anche le&nbsp;holding&nbsp;industriali: -in base al&nbsp;D.lgs. 87\/1992&nbsp;(Attuazione della&nbsp;direttiva n. 86\/635\/CEE, relativa ai conti annuali ed ai conti consolidati delle banche e degli altri istituti finanziari)&nbsp;che, all&rsquo;art.&nbsp;1, vigente alla data del 30 maggio<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[11],"tags":[94,99,95,90,97,96,91,92,98,93],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v19.3 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>RIMBORSO DELL\u2019ADDIZIONALE IRPEF NON DOVEVA ESSERE<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"A seguito di diniego di rimborso dell\u2019imposta addizionale IRPEF sugli emolumenti dei dirigenti la societ\u00e0 per azioni ricorreva in commissione\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.studiopirro.it\/studiopirro\/2020\/10\/29\/avverso-diniego-di-rimborso-delladdizionale-irpef-allamministratore-della-societa\/.html\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta 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