{"id":701,"date":"2021-03-31T14:06:00","date_gmt":"2021-03-31T14:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiopirro.it\/studiopirro\/?p=701"},"modified":"2021-03-31T14:06:00","modified_gmt":"2021-03-31T14:06:00","slug":"accolto-loriginario-ricorso-del-contribuente-avverso-lavviso-di-accertamento-lagenzia-delle-entrate-ingiustamente-riprendeva-a-tassazione-le-manifestazioni-della-maggiore-c","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiopirro.it\/studiopirro\/2021\/03\/31\/accolto-loriginario-ricorso-del-contribuente-avverso-lavviso-di-accertamento-lagenzia-delle-entrate-ingiustamente-riprendeva-a-tassazione-le-manifestazioni-della-maggiore-c\/.html","title":{"rendered":"ACCOLTO L\u2019ORIGINARIO RICORSO DEL CONTRIBUENTE AVVERSO L\u2019AVVISO DI ACCERTAMENTO. L\u2019AGENZIA DELLE ENTRATE INGIUSTAMENTE RIPRENDEVA A TASSAZIONE LE MANIFESTAZIONI DELLA MAGGIORE CAPACITA\u2019 CONTRIBUTIVA, NON INDICAVA GLI ELEMENTI ALLA BASE DELL\u2019ACCERTAMENTO (ONERE DELLA PROVA) E NON PRENDEVA IN ESAME LA DOCUMENTAZIONE DEL CONTRIBUENTE"},"content":{"rendered":"<p><strong>Accolto l\u2019originario ricorso del contribuente avverso l\u2019avviso di accertamento. L\u2019Agenzia delle Entrate ingiustamente riprendeva a tassazione le manifestazioni della maggiore capacit\u00e0 contributiva: non indicava gli elementi alla base dell\u2019accertamento (onere della prova) e non prendeva in esame la documentazione del contribuente.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Studio legale Tributario Pirro Milano<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>oltre che con il modulo\u00a0consulenze online<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>pu\u00f2 essere contattato all\u2019indirizzo mail\u00a0<\/em><\/strong><a href=\"mailto:studiopirro@libero.it\"><strong><em>studiopirro@libero.it<\/em><\/strong><\/a><strong><em>\u00a0(oggetto mail: \u201cprimo contatto\u201d)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>oppure al\u00a0<\/em><\/strong><a href=\"tel:\/\/0229406265\"><strong><em>0229406265<\/em><\/strong><\/a><strong><em>;\u00a0Avvocato Antonella Pirro<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em><a href=\"tel:\/\/3475404943\"><strong><em>3475404943<\/em><\/strong><\/a><\/p>\n<p>A seguito di verifica contabile condotta attraverso l&#8217;invio di un questionario al contribuente e risultato vano l&#8217;esito del contraddittorio preventivamente instaurato, l&#8217;Agenzia delle Entrate procedeva, con metodo sintetico, alla rettifica del reddito complessivo per il periodo d&#8217;imposta 2005.<\/p>\n<p><strong>In specie, l&#8217;Ufficio acclarava in capo al contribuente la disponibilit\u00e0 di un immobile della superficie di mq 170 (concesso in uso gratuito dai genitori e destinato ad abitazione), di tre autovetture (di cui una di grossa cilindrata) e di un&#8217;imbarcazione a motore; individuato l&#8217;importo reddituale attribuito ai singoli beni come indice di ricchezza in applicazione del c.d. redditometro, determinava il maggior reddito percepito ai fini IRPEF e con avviso di accertamento recuperava a tassazione l&#8217;imposta non versata, maggiorata di sanzioni ed interessi. <\/strong><\/p>\n<p>Avverso la sentenza d&#8217;appello ricorre per cassazione il contribuente, affidandosi a sei motivi illustrati da memoria; resiste, con controricorso<strong>, l&#8217;Agenzia delle Entrate.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Con il primo motivo<\/strong>, si lamenta violazione e falsa applicazione dell&#8217;art. 38 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, dell&#8217;art. 13 della legge 27 luglio 1978, n. 392 e del cl.m. 10 settembre 1992, in relazione all&#8217;art. 360, primo comma, num. 3, cod. proc. civ.<\/p>\n<p>Assume il ricorrente che le circostanze addotte a dimostrazione dell&#8217;inesistenza del maggior reddito contestato erano state ritenute valide ed idonee a tale scopo da altra pronuncia della C.T.R., passata in giudicato di <strong>declaratoria di illegittimit\u00e0 degli avvisi di accertamento relativi alle due successive annualit\u00e0 d&#8217;imposta (2006 e 2007), con rettifica del reddito operata dall&#8217;Ufficio sulla base di identici presupposti di fatto e sempre con modalit\u00e0 sintetica<\/strong>.<\/p>\n<p>Con i successivi tre mezzi di gravame, proposti ai sensi dell&#8217;art. 360, primo comma, num. 3, cod. proc. civ., \u00e8 denunciata la violazione sotto plurimi e differenti profili delle disposizioni regolanti l&#8217;accertamento sintetico operato a mezzo del c.d. redditometro (l&#8217;art. 38 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600; il d.m. 10 settembre 1992).<\/p>\n<p>Pi\u00f9 specificamente, il ricorrente assume che: &#8211; la sentenza impugnata non ha tenuto conto, onde vincere la presunzione semplice generata dal condotto accertamento dell&#8217;A.F., dell&#8217;apporto di reddito da parte dei componenti del nucleo familiare del contribuente, estrinsecato, in particolar modo, dall&#8217;uso collettivo dell&#8217;immobile adibito ad abitazione, dall&#8217;impiego ad opera della moglie per spese della famiglia di disponibilit\u00e0 finanziarie giacenti su un conto bancario cointestato con la nonna, dalla titolarit\u00e0 e contitolarit\u00e0 in capo alla stessa coniuge rispettivamente di un&#8217;autovettura e della imbarcazione (secondo motivo);<\/p>\n<p>La pronuncia gravata ha altres\u00ec erroneamente considerato nella esclusiva disponibilit\u00e0 del contribuente l&#8217;immobile, adoperato invece come casa di abitazione dell&#8217;intero nucleo familiare, con derivante necessit\u00e0 della proporzionale riduzione dell&#8217;importo computabile con lo strumento redditometrico (terzo motivo);<\/p>\n<p><strong>L&#8217;impiego della modalit\u00e0 di determinazione sintetica del reddito non era consentito (come invece accaduto nell&#8217;avviso di accertamento in discorso) con riferimento ad un unico periodo d&#8217;imposta senza nemmeno indicare lo scostamento reddituale per altre annualit\u00e0, risultando peraltro definitivamente annullati, per effetto di sentenza passata in giudicato, gli accertamenti di maggior reddito operati per gli anni 2006 e 2007 (quarto motivo). <\/strong><\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li>Con ulteriori due mezzi di gravame, ambedue ricondotti sub specie di omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che \u00e8 stato oggetto di discussione tra le parti ai sensi dell&#8217;art. 360, primo comma, num. 5, cod. proc. civ., il ricorrente lamenta che la pronuncia impugnata non abbia speso &#8220;una riga della motivazione&#8221; circa la illegittimit\u00e0 dell&#8217;atto impositivo per difetto del presupposto della incongruit\u00e0 accertata per due o pi\u00f9 periodi d&#8217;imposta (quinto motivo) nonch\u00e9 circa la non corretta irrogazione delle sanzioni, ad onta della eccepita mancanza di motivazione sui criteri valutati ai sensi dell&#8217;art. 17 del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 (sesto motivo).<\/li>\n<li><strong> \u00c9 fondato il quarto motivo, con assorbimento degli altri.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La metodologia sintetica di (ri)determinazione del reddito tramite predeterminati e specifici indici di capacit\u00e0 di spesa postula, dunque, la necessaria e contestuale ricorrenza di tre presupposti: (i) la sussistenza, in capo al contribuente, di <strong><u>\u00abelementi e circostanze di fatto certi\u00bb,<\/u><\/strong> consistenti nella disponibilit\u00e0 dei beni o servizi descritti dal d.m. 10 settembre 1992; (ii) lo scostamento di \u00abalmeno un quarto da quello dichiarato\u00bb del reddito accertabile per effetto dei parametri di valorizzazione contrassegnanti il redditometro; (iii) la non congruit\u00e0 del reddito dichiarato rispetto a quanto ricostruito dall&#8217;Amministrazione finanziaria \u00abper due o pi\u00f9 periodi di imposta\u00bb. In ordine al requisito da ultimo descritto, come ha ben chiarito questa Corte, \u00abil reiterarsi dello <strong>scostamento per pi\u00f9 annualit\u00e0 \u00e8 richiesto dalla norma, in ossequio del principio logico secondo cui, se alla disponibilit\u00e0 di un certo bene consegue di necessit\u00e0 il suo mantenimento economico, tale situazione, salvo casi eccezionali, non si risolve in eventi occasionali, ma, al contrario, implica una serie di spese che presuppongono redditi a tal fine capienti, da valutare in un ambito temporale pluriennale\u00bb<\/strong> (cos\u00ec Cass. 28\/10\/2015, n. 21995).<\/p>\n<p><strong><u>Accolto il ricorso per l&#8217;illustrata ragione e cassata la sentenza impugnata, la causa, non richiedendo ulteriori accertamenti di fatto, pu\u00f2 essere decisa nel merito con l&#8217;accoglimento dell&#8217;originario ricorso del contribuente.<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La Corte rigetta il primo motivo del ricorso; <strong>accoglie il quarto motivo del ricorso, assorbiti gli altri; cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito la lite, accoglie l&#8217;originario ricorso del contribuente; compensa tra le parti le spese processuali dei gradi di merito e condanna parte resistente al pagamento in favore di parte ricorrente delle spese del giudizio di legittimit\u00e0, che liquida in euro 3.500 per compensi, oltre alle spese forfetarie nella misura del 15 percento, agli esborsi liquidati in euro 200,00 ed agli accessori, fiscali e previdenziali, di legge.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Studio legale Tributario Pirro Milano<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>oltre che con il modulo\u00a0consulenze online<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>pu\u00f2 essere contattato all\u2019indirizzo mail\u00a0<\/em><\/strong><a href=\"mailto:studiopirro@libero.it\"><strong><em>studiopirro@libero.it<\/em><\/strong><\/a><strong><em>\u00a0(oggetto mail: \u201cprimo contatto\u201d)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>oppure al\u00a0<\/em><\/strong><a href=\"tel:\/\/0229406265\"><strong><em>0229406265<\/em><\/strong><\/a><strong><em>;\u00a0Avvocato Antonella Pirro<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em><a href=\"tel:\/\/3475404943\"><strong><em>3475404943<\/em><\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accolto l&rsquo;originario ricorso del contribuente avverso l&rsquo;avviso di accertamento. L&rsquo;Agenzia delle Entrate ingiustamente riprendeva a tassazione le manifestazioni della maggiore capacit&agrave; contributiva: non indicava gli elementi alla base dell&rsquo;accertamento (onere della prova) e non prendeva in esame la documentazione del contribuente. Studio legale Tributario Pirro Milano oltre che con il modulo&nbsp;consulenze online pu&ograve; essere contattato all&rsquo;indirizzo mail&nbsp;studiopirro@libero.it&nbsp;(oggetto mail: &ldquo;primo contatto&rdquo;) oppure al&nbsp;0229406265;&nbsp;Avvocato Antonella Pirro&nbsp;3475404943 A seguito di verifica contabile condotta attraverso l&rsquo;invio di un questionario al contribuente e risultato vano l&rsquo;esito del contraddittorio preventivamente instaurato, l&rsquo;Agenzia delle Entrate procedeva, con metodo sintetico, alla rettifica del reddito complessivo per il periodo d&rsquo;imposta 2005. In specie, l&rsquo;Ufficio acclarava in capo al contribuente la disponibilit&agrave; di un immobile della superficie di mq 170 (concesso in uso gratuito dai genitori e destinato ad abitazione), di tre autovetture (di cui una di grossa cilindrata) e di un&rsquo;imbarcazione a motore; individuato l&rsquo;importo reddituale attribuito ai singoli beni come indice di ricchezza in applicazione del c.d. redditometro, determinava il maggior reddito percepito ai fini IRPEF e con avviso di accertamento recuperava a tassazione l&rsquo;imposta non versata, maggiorata di sanzioni ed interessi. Avverso la sentenza d&rsquo;appello ricorre per cassazione il contribuente, affidandosi a sei motivi illustrati da memoria; resiste, con controricorso, l&rsquo;Agenzia delle Entrate. 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Con ulteriori due mezzi di gravame, ambedue ricondotti sub specie di omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che &egrave; stato oggetto di discussione tra le parti ai sensi dell&rsquo;art. 360, primo comma, num. 5, cod. proc. civ., il ricorrente lamenta che la pronuncia impugnata non abbia speso &ldquo;una riga della motivazione&rdquo; circa la illegittimit&agrave; dell&rsquo;atto impositivo per difetto del presupposto della incongruit&agrave; accertata per due o pi&ugrave; periodi d&rsquo;imposta (quinto motivo) nonch&eacute; circa la non corretta irrogazione delle sanzioni, ad onta della eccepita mancanza di motivazione sui criteri valutati ai sensi dell&rsquo;art. 17 del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 (sesto motivo). &Eacute; fondato il quarto motivo, con assorbimento degli altri. 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In ordine al requisito da ultimo descritto, come ha ben chiarito questa Corte, &laquo;il reiterarsi dello scostamento per pi&ugrave; annualit&agrave; &egrave; richiesto dalla norma, in ossequio del principio logico secondo cui, se alla disponibilit&agrave; di un certo bene consegue di necessit&agrave; il suo mantenimento economico, tale situazione, salvo casi eccezionali, non si risolve in eventi occasionali, ma, al contrario, implica una serie di spese che presuppongono redditi a tal fine capienti, da valutare in un ambito temporale pluriennale&raquo; (cos&igrave; Cass. 28\/10\/2015, n. 21995). Accolto il ricorso per l&rsquo;illustrata ragione e cassata la sentenza impugnata, la causa, non richiedendo ulteriori accertamenti di fatto, pu&ograve; essere decisa nel merito con l&rsquo;accoglimento dell&rsquo;originario ricorso del contribuente. La Corte rigetta il primo motivo del ricorso; accoglie il quarto motivo del ricorso, assorbiti gli altri; cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito la lite, accoglie l&rsquo;originario ricorso del contribuente; compensa tra le parti le spese processuali dei gradi di merito e condanna parte resistente al pagamento in favore di parte ricorrente delle spese del giudizio di legittimit&agrave;, che liquida in euro 3.500 per compensi, oltre alle spese forfetarie nella misura del 15 percento, agli esborsi liquidati in euro 200,00 ed agli accessori, fiscali e previdenziali, di legge. Studio legale Tributario Pirro Milano oltre che con il modulo&nbsp;consulenze online pu&ograve; essere contattato all&rsquo;indirizzo mail&nbsp;studiopirro@libero.it&nbsp;(oggetto mail: &ldquo;primo contatto&rdquo;) oppure al&nbsp;0229406265;&nbsp;Avvocato Antonella Pirro&nbsp;3475404943<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[11],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v19.3 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>AGENZIA DELLE ENTRATE INGIUSTAMENTE RIPRENDEVA<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"L\u2019AGENZIA DELLE ENTRATE INGIUSTAMENTE RIPRENDEVA A TASSAZIONE LE MANIFESTAZIONI DELLA MAGGIORE CAPACITA\u2019 CONTRIBUTIVA,\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" 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