{"id":998,"date":"2022-06-03T13:29:06","date_gmt":"2022-06-03T13:29:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiopirro.it\/studiopirro\/?p=998"},"modified":"2022-06-03T13:29:06","modified_gmt":"2022-06-03T13:29:06","slug":"la-sentenza-con-cui-il-debitore-ceduto-sia-condannato-al-pagamento-nei-confronti-del-cessionario-di-un-debito-soggetto-ad-iva-deve-essere-tassata-non-in-misura-proporzionale-le-sentenze-di-condanna-n","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiopirro.it\/studiopirro\/2022\/06\/03\/la-sentenza-con-cui-il-debitore-ceduto-sia-condannato-al-pagamento-nei-confronti-del-cessionario-di-un-debito-soggetto-ad-iva-deve-essere-tassata-non-in-misura-proporzionale-le-sentenze-di-condanna-n\/.html","title":{"rendered":"LA SENTENZA CON CUI IL DEBITORE CEDUTO SIA CONDANNATO AL PAGAMENTO NEI CONFRONTI DEL CESSIONARIO DI UN DEBITO SOGGETTO AD IVA DEVE ESSERE TASSATA NON IN MISURA PROPORZIONALE. LE SENTENZE DI CONDANNA NON SONO SOGGETTE ALL\u2019IMPOSTA PROPORZIONALE PER LA PARTE IN CUI DISPONGONO IL PAGAMENTO DI CORRISPETTIVI SOGGETTI AD IVA."},"content":{"rendered":"<h3><strong>La sentenza con cui il debitore ceduto sia condannato al pagamento nei confronti del cessionario di un debito soggetto ad Iva deve essere tassata non in misura proporzionale ma le sentenze di condanna non sono soggette all&#8217;imposta proporzionale per la parte in cui dispongono il pagamento di corrispettivi soggetti ad Iva ai sensi dell&#8217;articolo 40 del d.P.R. 131\/86 <\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Studio legale Tributario Pirro Milano<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>oltre che con il modulo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.studiopirro.it\/studiopirro\/consulenze-online\">consulenze online<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>pu\u00f2 essere contattato all\u2019indirizzo mail\u00a0<\/em><\/strong><a href=\"mailto:studiopirro@libero.it\"><strong><em>studiopirro@libero.it<\/em><\/strong><\/a><strong><em>\u00a0(oggetto mail: \u201cprimo contatto\u201d)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>oppure al\u00a0<\/em><\/strong><a href=\"tel:\/\/0229406265\"><strong><em>0229406265<\/em><\/strong><\/a><strong><em>;\u00a0Avvocato Antonella Pirro<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em><a href=\"tel:\/\/3475404943\"><strong><em>3475404943<\/em><\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>RITENUTO CHE <\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>In data 20 settembre 2007 la societ\u00e0 H. s.p.a cedeva pro soluto a C. F. s.p.a., oggi M. Italiano s.p.a., un credito nei confronti della Azienda Ospedaliera Universitaria II-Universit\u00e0 degli Studi di Napoli, che accettava detta cessione. A seguito del mancato pagamento integrale del debito, C. F. s.p.a. otteneva decreto ingiuntivo dal tribunale di Napoli per la somma di euro 305.327, oltre accessori. L&#8217;agenzia delle entrate notificava avviso di liquidazione con cui liquidava l&#8217;imposta di registro applicando l&#8217;aliquota proporzionale del 3% ritenendo illegittimo il fatto che la parte avesse pagato l&#8217;imposta fissa ai sensi dell&#8217;articolo 40 del d.p.r. 131\/86 in base al principio di alternativit\u00e0 dell&#8217;imposta di registro.<\/li>\n<\/ol>\n<p>La commissione tributaria provinciale accoglieva il ricorso con sentenza che era confermata dalla commissione tributaria regionale della Campania sul rilievo che il credito oggetto del decreto ingiuntivo era scaturito da un contratto di factoring che era un&#8217;operazione finanziaria rientrante indubbiamente nel campo di applicazione dell&#8217;Iva sicch\u00e9, per il principio di alternativit\u00e0 Iva-Registro, il decreto ingiuntivo ottenuto a carico del debitore ceduto doveva scontare l&#8217;imposta fissa. Inoltre assumeva significato il fatto che l&#8217;agenzia delle entrate avesse adottato provvedimenti di autotutela in controversie similari anche per importi superiori a quello oggetto di causa. Avverso la sentenza della CTR propone ricorso per cassazione l&#8217;agenzia delle entrate affidato ad un motivo illustrato con memoria. La contribuente resiste con controricorso pure illustrato con memoria. CONSIDERATO CHE<\/p>\n<ol>\n<li>Con il primo motivo di ricorso l&#8217;agenzia delle entrate deduce violazione di legge, ai sensi dell&#8217;art. 360, comma 1 n. 3, cod. proc. civ., in relazione all&#8217;art. 8, lett. b., della tariffa all. A al d.p.r. 131\/1986 e all&#8217;art. 40 del t.u. 131\/1986. Sostiene che, in conseguenza della cessione del credito, si sono venuti a creare due distinti rapporti: l&#8217;uno, tra il cedente e il ceduto, l&#8217;altro tra quest&#8217;ultimo e il cessionario. L&#8217;obbligazione derivante dal decreto ingiuntivo non attiene al credito tra la cedente ed il ceduto sottoposto a Iva ma \u00e8 relativo al diverso e autonomo rapporto tra il ceduto e la societ\u00e0 cessionaria. Rapporto che non \u00e8 soggetto a Iva, trattandosi di azione volta al recupero di un debito scaduto. Ne consegue che tale prestazione, che non \u00e8 soggetta all&#8217;imposta sul valore aggiunto, va sottoposta all&#8217;imposta di registro con aliquota proporzionale.<\/li>\n<li>Con il secondo motivo deduce nullit\u00e0 della sentenza, ai sensi dell&#8217;art. 360, comma 1 n. 4, cod. proc. civ., per assoluta genericit\u00e0 della motivazione laddove la CTR ha affermato che l&#8217;agenzia delle entrate aveva adottato provvedimenti di autotutela in controversie similari anche per importi superiori a quello oggetto di causa.<\/li>\n<li>Preliminarmente va rigettata l&#8217;eccezione preliminare svolta dalla controricorrente la quale deduce l&#8217;inammissibilit\u00e0 del ricorso per genericit\u00e0, avendo la ricorrente esaurientemente esposto i fatti e le ragioni di doglianza.<\/li>\n<li>In ordine al primo motivo di ricorso, osserva la Corte che l&#8217;obbligazione di pagamento che ha dato origine all&#8217;emissione del decreto ingiuntivo \u00e8 distinta, 2 sotto il profilo soggettivo, dall&#8217;obbligazione sorta dal rapporto tra la societ\u00e0 H. s.p.a e l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.policliniconapoli.it\/home\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Azienda Ospedaliera Universitaria II-Universit\u00e0 degli Studi di Napoli<\/a> e da quella sorta tra la prima e Centro Factoring s.p.a., oggi M. s.p.a., per effetto della cessione di credito in esecuzione di un contratto di factoring che, a norma dell&#8217;art. 3, comma 2, n. 3 del d.P.R. 633\/72, rientra nel campo di applicazione dell&#8217;Iva pur essendo soggetta al regime dell&#8217;esenzione. La cessione del credito ha comportato il subentro della cessionaria Centro Factoring s.p.a. nel rapporto giuridico tra la cedente H. s.p.a ed il debitore ceduto Azienda Ospedaliera Universitaria<\/li>\n<li>La questione dell&#8217;assoggettamento all&#8217;imposta di registro in misura proporzionale o fissa del decreto ingiuntivo o della sentenza ottenuta dal cessionario del credito nei confronti del debitore ceduto \u00e8 stata oggetto di esame da parte di questa Corte che si \u00e8 pronunciata con la sentenza n. 11312 del 2000 in un caso in cui il cessionario del credito instava per l&#8217;assoggettamento a tassa fissa di registro del decreto ingiuntivo ottenuto nei confronti del debitore ceduto in forza del fatto che il credito era stato ceduto ad estinzione dell&#8217;obbligazione derivante dal contratto di appalto stipulato tra cedente e cessionario. Ha affermato la Corte che il pagamento del credito ceduto attiene al rapporto tra il cedente ed il debitore ceduto e non al rapporto tra cedente e cessionario, sicch\u00e9 \u00e8 incongruo fare riferimento al trattamento fiscale della prestazione resa dal cedente al cessionario dovendosi piuttosto considerare, ai fini della tassazione, il diverso rapporto tra cedente e debitore originario. Con la successiva sentenza n. 4802 del 2011 questa Corte, affermando di voler dare continuit\u00e0 all&#8217;orientamento gi\u00e0 espresso con la sentenza n. 11312 del 2000, ha affermato, in realt\u00e0, un principio affatto diverso, ovvero che opponibili al cedente, sia quelle attinenti alla validit\u00e0 del titolo costitutivo del credito, sia quelle relative ai fatti modificativi ed estintivi del rapporto anteriori alla cessione od anche posteriori al trasferimento, ma anteriori all&#8217;accettazione della cessione o alla sua notifica o alla sua conoscenza di fatto ( cos\u00ec Cass. n. 9842 del 20\/04\/2018 e Cass. n. 575 del 17\/01\/2001). In considerazione della natura del credito originario, pacificamente rientrante nel campo dell&#8217;Iva, deve quindi affermarsi il principio secondo cui la sentenza con cui il debitore ceduto sia condannato al pagamento nei confronti del cessionario o del <em>factor<\/em> di un debito soggetto ad Iva deve essere tassata non in misura proporzionale con l&#8217;aliquota del 3% ai sensi dell&#8217;art. 8 della Tariffa allegata al d.P.R. 131\/86 ma in base alla nota II al medesimo art. 8, secondo cui le sentenze di condanna non sono soggette all&#8217;imposta proporzionale per la parte in cui dispongono il pagamento di corrispettivi soggetti ad Iva ai sensi dell&#8217;articolo 40 del d.P.R. 131\/86.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Studio legale Tributario Pirro Milano<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>oltre che con il modulo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.studiopirro.it\/studiopirro\/consulenze-online\">consulenze online<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>pu\u00f2 essere contattato all\u2019indirizzo mail\u00a0<\/em><\/strong><a href=\"mailto:studiopirro@libero.it\"><strong><em>studiopirro@libero.it<\/em><\/strong><\/a><strong><em>\u00a0(oggetto mail: \u201cprimo contatto\u201d)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>oppure al\u00a0<\/em><\/strong><a href=\"tel:\/\/0229406265\"><strong><em>0229406265<\/em><\/strong><\/a><strong><em>;\u00a0Avvocato Antonella Pirro<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em><a href=\"tel:\/\/3475404943\"><strong><em>3475404943<\/em><\/strong><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sentenza con cui il debitore ceduto sia condannato al pagamento nei confronti del cessionario di un debito soggetto ad Iva deve essere tassata non in misura proporzionale ma le sentenze di condanna non sono soggette all&rsquo;imposta proporzionale per la parte in cui dispongono il pagamento di corrispettivi soggetti ad Iva ai sensi dell&rsquo;articolo 40 del d.P.R. 131\/86 &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; Studio legale Tributario Pirro Milano oltre che con il modulo&nbsp;consulenze online pu&ograve; essere contattato all&rsquo;indirizzo mail&nbsp;studiopirro@libero.it&nbsp;(oggetto mail: &ldquo;primo contatto&rdquo;) oppure al&nbsp;0229406265;&nbsp;Avvocato Antonella Pirro&nbsp;3475404943 RITENUTO CHE In data 20 settembre 2007 la societ&agrave; H. s.p.a cedeva pro soluto a C. F. s.p.a., oggi M. Italiano s.p.a., un credito nei confronti della Azienda Ospedaliera Universitaria II-Universit&agrave; degli Studi di Napoli, che accettava detta cessione. A seguito del mancato pagamento integrale del debito, C. F. s.p.a. otteneva decreto ingiuntivo dal tribunale di Napoli per la somma di euro 305.327, oltre accessori. L&rsquo;agenzia delle entrate notificava avviso di liquidazione con cui liquidava l&rsquo;imposta di registro applicando l&rsquo;aliquota proporzionale del 3% ritenendo illegittimo il fatto che la parte avesse pagato l&rsquo;imposta fissa ai sensi dell&rsquo;articolo 40 del d.p.r. 131\/86 in base al principio di alternativit&agrave; dell&rsquo;imposta di registro. 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CONSIDERATO CHE Con il primo motivo di ricorso l&rsquo;agenzia delle entrate deduce violazione di legge, ai sensi dell&rsquo;art. 360, comma 1 n. 3, cod. proc. civ., in relazione all&rsquo;art. 8, lett. b., della tariffa all. A al d.p.r. 131\/1986 e all&rsquo;art. 40 del t.u. 131\/1986. Sostiene che, in conseguenza della cessione del credito, si sono venuti a creare due distinti rapporti: l&rsquo;uno, tra il cedente e il ceduto, l&rsquo;altro tra quest&rsquo;ultimo e il cessionario. L&rsquo;obbligazione derivante dal decreto ingiuntivo non attiene al credito tra la cedente ed il ceduto sottoposto a Iva ma &egrave; relativo al diverso e autonomo rapporto tra il ceduto e la societ&agrave; cessionaria. Rapporto che non &egrave; soggetto a Iva, trattandosi di azione volta al recupero di un debito scaduto. Ne consegue che tale prestazione, che non &egrave; soggetta all&rsquo;imposta sul valore aggiunto, va sottoposta all&rsquo;imposta di registro con aliquota proporzionale. Con il secondo motivo deduce nullit&agrave; della sentenza, ai sensi dell&rsquo;art. 360, comma 1 n. 4, cod. proc. civ., per assoluta genericit&agrave; della motivazione laddove la CTR ha affermato che l&rsquo;agenzia delle entrate aveva adottato provvedimenti di autotutela in controversie similari anche per importi superiori a quello oggetto di causa. Preliminarmente va rigettata l&rsquo;eccezione preliminare svolta dalla controricorrente la quale deduce l&rsquo;inammissibilit&agrave; del ricorso per genericit&agrave;, avendo la ricorrente esaurientemente esposto i fatti e le ragioni di doglianza. In ordine al primo motivo di ricorso, osserva la Corte che l&rsquo;obbligazione di pagamento che ha dato origine all&rsquo;emissione del decreto ingiuntivo &egrave; distinta, 2 sotto il profilo soggettivo, dall&rsquo;obbligazione sorta dal rapporto tra la societ&agrave; H. s.p.a e l&rsquo;Azienda Ospedaliera Universitaria II-Universit&agrave; degli Studi di Napoli e da quella sorta tra la prima e Centro Factoring s.p.a., oggi M. s.p.a., per effetto della cessione di credito in esecuzione di un contratto di factoring che, a norma dell&rsquo;art. 3, comma 2, n. 3 del d.P.R. 633\/72, rientra nel campo di applicazione dell&rsquo;Iva pur essendo soggetta al regime dell&rsquo;esenzione. La cessione del credito ha comportato il subentro della cessionaria Centro Factoring s.p.a. nel rapporto giuridico tra la cedente H. s.p.a ed il debitore ceduto Azienda Ospedaliera Universitaria La questione dell&rsquo;assoggettamento all&rsquo;imposta di registro in misura proporzionale o fissa del decreto ingiuntivo o della sentenza ottenuta dal cessionario del credito nei confronti del debitore ceduto &egrave; stata oggetto di esame da parte di questa Corte che si &egrave; pronunciata con la sentenza n. 11312 del 2000 in un caso in cui il cessionario del credito instava per l&rsquo;assoggettamento a tassa fissa di registro del decreto ingiuntivo ottenuto nei confronti del debitore ceduto in forza del fatto che il credito era stato ceduto ad estinzione dell&rsquo;obbligazione derivante dal contratto di appalto stipulato tra cedente e cessionario. 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Con la successiva sentenza n. 4802 del 2011 questa Corte, affermando di voler dare continuit&agrave; all&rsquo;orientamento gi&agrave; espresso con la sentenza n. 11312 del 2000, ha affermato, in realt&agrave;, un principio affatto diverso, ovvero che opponibili al cedente, sia quelle attinenti alla validit&agrave; del titolo costitutivo del credito, sia quelle relative ai fatti modificativi ed estintivi del rapporto anteriori alla cessione od anche posteriori al trasferimento, ma anteriori all&rsquo;accettazione della cessione o alla sua notifica o alla sua conoscenza di fatto ( cos&igrave; Cass. n. 9842 del 20\/04\/2018 e Cass. n. 575 del 17\/01\/2001). 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